Nel mondo del vino, la conservazione e la protezione del prodotto sono di fondamentale importanza per garantire la sua qualità. L’ossidazione è uno dei principali nemici del vino, poiché può alterarne il sapore, il colore e l’aroma.  

Per proteggere il vino dall’ossidazione, l’utilizzo di gas ad uso alimentare come l’Azoto e l’Argon è diventato una pratica comune nelle cantine e nelle enoteche di tutto il mondo. In questo articolo, esploreremo l’importanza di questi gas nel settore vinicolo e come vengono utilizzati per preservare la freschezza e la qualità del vino. 

Gas uso alimentare: l’Azoto per la protezione del vino 

L’Azoto è un gas inodore, incolore e insapore che può essere utilizzato per creare una barriera protettiva tra il vino e l’ossigeno presente nell’aria. L’ossigeno, essendo un elemento altamente reattivo, può interagire con i composti presenti nel vino, causandone l’ossidazione. Quando il vino viene esposto all’ossigeno, possono verificarsi processi di ossidazione che portano alla perdita di aromi, al deterioramento del colore e alla diminuzione della freschezza complessiva del prodotto. 

L’utilizzo dell’Azoto consente di eliminare l’ossigeno dall’ambiente in cui viene conservato il vino. Ciò viene realizzato mediante l’utilizzo di sistemi di distribuzione del gas o tramite l’impiego di bombole di Azoto. Il gas viene iniettato all’interno della bottiglia o del contenitore, creando una barriera protettiva che impedisce all’ossigeno di entrare in contatto con il vino. Tale processo aiuta a preservare l’integrità del vino e a mantenerne le caratteristiche organolettiche. 

Uso dell’azoto nel processo produttivo del vino: le fasi del processo 

L’azoto è un gas estremamente utile nella produzione del vino, poiché le sue caratteristiche chimico-fisiche lo rendono versatile e indispensabile in diverse fasi del processo. 

Scopriamo nel dettaglio come viene utilizzato nelle diverse fasi della filiera vinicola. 

Pigiatura 

Durante la pigiatura, l’azoto può essere impiegato per prevenire l’ossidazione del mosto. Questo è cruciale per mantenere gli aromi primari e il colore del vino, poiché limita il contatto del mosto con l’ossigeno atmosferico. 

Fermentazione 

In questa fase, l’azoto è usato per eliminare l’ossigeno nei serbatoi, creando un ambiente ridotto ideale per i lieviti. Questo favorisce una fermentazione controllata e omogenea, prevenendo la proliferazione di microrganismi indesiderati. 

Rimontaggio 

Durante il rimontaggio, il mosto viene mescolato per favorire l’estrazione delle sostanze contenute nelle bucce. L’azoto può essere utilizzato per evitare l’introduzione di ossigeno durante il processo, preservando le caratteristiche organolettiche del vino. 

Sparging 

L’azoto viene diffuso attraverso il liquido per rimuovere l’ossigeno disciolto. Questa operazione è fondamentale per stabilizzare il vino, prevenire ossidazioni e migliorare la shelf-life del prodotto. 

Inoltre, l’azoto è utilizzato per la saturazione dei serbatoi: prima del riempimento, i serbatoi vengono saturati con azoto per creare un’atmosfera protettiva. Questo garantisce che il vino non entri in contatto con l’ossigeno residuo, mantenendo la qualità organolettica. 

Purificazione 

L’azoto è spesso usato per spingere fuori gas indesiderati come anidride carbonica o ossigeno. Questo processo contribuisce a ottenere un prodotto finale più stabile e pulito. 

Strippaggio 

Attraverso questa tecnica, l’azoto è impiegato per eliminare composti volatili indesiderati che possono compromettere il profilo aromatico del vino. 

Filtrazione 

Durante la filtrazione, l’azoto può essere utilizzato per pressurizzare i sistemi e garantire che l’operazione avvenga senza introdurre ossigeno, mantenendo così le proprietà del vino. 

Pompaggio in pressione 

L’azoto serve come mezzo di trasporto per il vino nei tubi e nei serbatoi, riducendo al minimo l’esposizione all’ossigeno durante i trasferimenti. 

Imbottigliamento 

L’azoto svolge diversi compiti fondamentali anche nella fase di imbottigliamento: 

  • Soffiaggio: l’azoto pulisce le bottiglie prima del riempimento. 
  • Saturazione riempitrice: la riempitrice viene saturata per eliminare l’ossigeno residuo. 
  • Riempimento: un’atmosfera d’azoto protegge il vino durante questa fase delicata. 
  • Iniezione in tappatura: viene introdotto azoto per rimuovere l’aria nella parte superiore della bottiglia, garantendo una chiusura ermetica senza ossigeno. 

Questi utilizzi dimostrano come l’azoto sia un elemento cruciale nella produzione vinicola, agendo come un protettivo naturale che salvaguarda la qualità e la longevità del vino. 

Gas uso alimentare: Argon per la protezione del vino 

L’Argon è un gas nobile, inodore e incolore che può essere utilizzato in modo simile all’Azoto per proteggere il vino dall’ossidazione. Tuttavia, l’Argon ha la particolarità di essere più pesante dell’aria, il che significa che si deposita naturalmente sulla superficie del vino, creando una barriera protettiva ancora più efficace. Questo gas è particolarmente adatto per la conservazione di vini pregiati e di lunga durata, poiché offre una protezione superiore rispetto all’Azoto. 

Come l’Azoto, l’Argon può essere utilizzato tramite sistemi di distribuzione del gas o tramite bombole: quando viene iniettato all’interno della bottiglia, l’Argon si posiziona sopra il vino, creando uno strato protettivo che previene l’ossidazione.  

L’Argon non reagisce con i composti del vino, quindi non altera il suo sapore o le sue caratteristiche organolettiche. Questo permette ai produttori di vino di conservare le bottiglie aperte per periodi più lunghi senza perdere la freschezza e la qualità del prodotto. 

Conclusioni 

L’impiego di gas alimentari come azoto e argon è ormai parte integrante dei processi di conservazione e imbottigliamento del vino. Entrambi offrono una protezione efficace contro l’ossidazione, mantenendo intatte le caratteristiche organolettiche del prodotto. L’azoto agisce come barriera invisibile tra il vino e l’ossigeno, mentre l’argon, grazie alla sua maggiore densità, crea uno strato protettivo che si adagia direttamente sulla superficie del vino, garantendo una difesa ancora più stabile nel tempo.

La scelta tra i due gas dipende dal tipo di vino e dagli obiettivi del produttore: l’azoto è ideale per i processi di vinificazione e imbottigliamento, mentre l’argon si presta meglio alla conservazione di vini pregiati o di lunga durata. In entrambi i casi, l’utilizzo di gas alimentari rappresenta un investimento mirato per preservare freschezza, colore e profumo, assicurando al consumatore un vino sempre di qualità, anche dopo l’apertura della bottiglia.

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