L’azoto liquido è un gas tecnico raffreddato fino a –196 °C per assumere la forma liquida. Si presenta incolore, inodore, con densità elevata e una volatilità estremamente accentuata: anche piccoli aumenti di temperatura ne causano l’evaporazione istantanea.
Per questo, in ambito industriale, la conservazione dell’azoto liquido implica la conoscenza approfondita di questo gas e la necessità di soluzioni tecnologiche avanzate. 

Garantire il corretto stoccaggio dell’azoto liquido è importante per: 

  • ridurre sprechi e costi operativi; 
  • minimizzare i rischi di evaporazione e asfissia; 
  • rispettare le normative e la sicurezza nei reparti produttivi. 

 

Contenitori e modalità di stoccaggio 

Serbatoi criogenici (Dewar, serbatoi pressurizzati): tipologie e funzionamento

I serbatoi per stoccaggio azoto liquido variano da piccoli Dewar non pressurizzati (laboratori, crioconservazione) a serbatoi criogenici pressurizzati di grandi dimensioni, tipici delle industrie.  

Il principio è lo stesso: contenitori a doppia parete sottovuoto con isolamento termico che riduce gli scambi di calore, rallentando l’evaporazione. 

Materiali, isolamento termico e capacità

Nell’industria, i contenitori criogenici devono essere certificati, costruiti con inox speciale o leghe resistenti a basse temperature. L’isolamento termico è fondamentale: camere sottovuoto, strati riflettenti e bassissime conducibilità garantiscono la conservazione ottimale. Le capacità possono andare da pochi litri (laboratori) a decine di migliaia di litri (stabilimenti di processo). 

Logistica e movimentazione: ricarica in loco vs bombole rimpiazzabili

A seconda dei consumi, le aziende scelgono ristoccaggio in loco mediante autobotte (per grandi volumi), oppure l’utilizzo di bombole e Dewar rimpiazzabili 

Ogni modalità comporta precise procedure operative, dalla gestione delle valvole di sicurezza al monitoraggio dei livelli residui per evitare carenze produttive. 

 

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Prassi operative per lo stoccaggio sicuro 

Una conservazione davvero efficace parte da alcune buone prassi: 

  • Scelta del luogo adeguato: ambienti ventilati, lontani da fonti di calore e soleggiamento diretto; divieto assoluto di localizzare serbatoi in spazi chiusi o seminterrati senza ventilazione. 
  • Posizionamento corretto: serbatoi sempre fissati su superfici piane e stabili, ben visibili, distanziati da materiali combustibili. 
  • Monitoraggio continuo: strumenti per il controllo di pressione/temperatura; logger e sensori per allarmi in caso di sovrapressione. Calibrazione periodica degli indicatori (es. valvole di sicurezza, manometri). 

Checklist operativa: conservazione sicura dell’azoto liquido

  • tutti i tappi e collegamenti sono ben chiusi? 
  • le valvole di sicurezza sono indenni e non ostruite? 
  • la zona di stoccaggio è priva di oggetti estranei o infiammabili? 
  • ambiente e serbatoi sono a temperatura stabile? 
  • sono presenti allarmi O₂ e ventilazione forzata dove richiesto? 
  • documentazione di sicurezza aggiornata e a portata di mano? 

 

Prevenzione dei rischi 

Gestire in sicurezza l’azoto liquido significa prevenire tre rischi chiave: 

  • Contatti termici: l’azoto liquido gela all’istante pelle umana, metalli e plastiche; scarsa attenzione nella manipolazione può causare gravi ustioni da freddo. 
  • Asfissia da azoto: evaporando, l’azoto abbassa la concentrazione di ossigeno; in ambienti chiusi, una perdita massiva può portare rapidamente a condizioni di pericolo mortale, anche senza odore o allarmi evidenti. 
  • Pressurizzazione e vaporizzazione: la rapida espansione gassosa può provocare l’esplosione di contenitori non idonei; ogni serbatoio deve essere dotato di valvole di sfiato e sistemi di emergenza. 

Box tecnico: errori da evitare

  • usare normali thermos da cucina per conservare l’azoto liquido 
  • travasare il prodotto senza DPI idonei o in locali privi di ventilazione 
  • ignorare variazioni di pressione o rumori insoliti da parte delle valvole 
  • lasciare interposti tra i serbatoi materiali infiammabili o taniche di solventi 

Dispositivi di protezione (DPI)

La manipolazione sicura dell’azoto liquido impone sempre l’uso di DPI certificati:

  • guanti criogenici spessi (mai a mani nude) 
  • visiere di protezione integrale (contro schizzi e vapori) 
  • grembiuli e tute isolanti 
  • calzature antiscivolo a suola spessa 

Un errore comune è non sostituire questi dispositivi se danneggiati o contaminati.
È vietato travasare azoto liquido in contenitori non omologati! 

 

Normative e linee guida 

La conservazione e la movimentazione dei gas tecnici criogenici sono regolate da norme precise: 

  • Regolamento ADR per trasporto su strada e movimenti interni 
  • Direttiva PED 2014/68/UE su apparecchi a pressione e collaudo serbatoi 
  • D.Lgs. 81/08 (art. 66, 74, 77, 225 e Allegato IV): prevenzione di rischi chimici e asfissici, DPI obbligatori, informazione/formazione del personale 
  • certificazioni EN e ISO dei fornitori di gas/bombole 
  • obbligo di schede tecniche di sicurezza (SDS) sempre accessibili per ogni sostanza e contenitore 

Una valida gestione industriale impone ispezioni periodiche su valvole, tenute, scaffalature ed etichette di sicurezza leggibili.
Formazione ricorrente del personale e simulazioni di evacuazione completano il quadro di conformità. 

 

Applicazioni industriali principali 

Gli usi industriali dell’azoto liquido sono davvero trasversali: 

  • Criogenia alimentare: surgelazione rapida (IQF), conservazione della freschezza, packaging in atmosfera modificata (MAP) 
  • Crioconservazione: conservazione di campioni biologici, cellule staminali, gameti, tessuti, vaccini e materiale genetico, settore farmaceutico ospedaliero e biotecnologico 
  • Processi speciali: raffreddamento/molatura di polveri, iniezione diretta per inertizzazione di serbatoi/reazioni chimiche, tempra e metallurgia avanzata 
  • Nuove applicazioni: raffreddamento di componenti elettronici/laser, trattamento di gas di scarico (environmental), sistemi automotive fuel cell e prototipazione rapida 

Oggi l’azoto liquido è sinonimo di efficienza produttiva e qualità nell’ industria alimentare, farmaceutica, metallurgica e altri settori tecnologici d’avanguardia. 

 

Conclusioni 

La conservazione sicura e produttiva dell’azoto liquido parte dalla scelta dei giusti serbatoi criogenici e delle apparecchiature certificate, passa attraverso buone pratiche operative e una formazione costante del personale, e raggiunge l’eccellenza grazie alle innovazioni tecniche più recenti. 

Tecnogas è il partner di riferimento per realtà industriali che vogliono minimizzare le perdite, aumentare la sicurezza e garantire la massima continuità produttiva, offrendo gas tecnici certificati, consulenza reale e supporto operativo su misura. 

Contattaci per una consulenza dedicata sulla tua strategia di stoccaggio, sicurezza e ottimizzazione dell’azoto liquido in azienda. 

 

FAQ – Domande frequenti su conservazione e sicurezza dell’azoto liquido 

Come si conserva correttamente l’azoto liquido in ambito industriale? 

Utilizzando serbatoi criogenici certificati a doppia parete sottovuoto, posizionati in ambienti ventilati e lontani da fonti di calore, monitorando pressione e temperatura, ed evitando apertura prolungata dei coperchi. 

Quali contenitori sono più indicati per lo stoccaggio dell’azoto liquido? 

I Dewar sono ideali per piccoli volumi e laboratori, mentre serbatoi pressurizzati sono richiesti per grandi consumi industriali. Tutti devono essere omologati per basse temperature e dotati di dispositivi di sicurezza. 

Quali rischi comporta la manipolazione dell’azoto liquido? 

Ustioni da freddo/contatto diretto, rischio di asfissia per evaporazione in ambienti chiusi, danni da pressurizzazione, e possibili incidenti per materiale non idoneo o valvole difettose. 

Quali dispositivi di protezione individuale servono per lavorare con l’azoto liquido? 

Guanti criogenici spessi, visiere integrali, grembiuli e calzature isolanti sono essenziali durante travasi, manutenzioni o maneggiamento. 

Come prevenire il rischio di asfissia durante l’uso di azoto liquido? 

Lavorare solo in ambienti ben ventilati, utilizzare sensori/allarmi per O₂, limitare la presenza di personale nei pressi dello stoccaggio durante operazioni critiche. 

Quali normative regolano la conservazione e il trasporto dell’azoto liquido? 

Regolamento ADR per il trasporto, Direttiva PED su serbatoi a pressione, D.Lgs. 81/08 su sicurezza nei luoghi di lavoro, e obbligo di etichettatura SDS e manuali su ogni apparecchiatura. 

Quanto dura l’azoto liquido nei serbatoi criogenici? 

Dipende dalla qualità dell’isolamento, dal volume del serbatoio e dall’uso. In condizioni ottimali può resistere giorni o settimane, ma i controlli periodici sono indispensabili per evitare perdite. 

In quali settori industriali viene maggiormente utilizzato l’azoto liquido? 

Alimentare (surgelazione), chimica, farmaceutica, metallurgia, ricerca scientifica, crioconservazione biologica, elettronica. 

Qual è la differenza tra azoto gassoso e azoto liquido per applicazioni industriali? 

L’azoto gassoso è usato per inertizzazione, azoto liquido per raffreddamento e criogenia: il formato liquido consente stoccaggi più compatti e applicazioni a temperature ultrabasse. 

Quali innovazioni stanno migliorando la sicurezza e l’efficienza nello stoccaggio dell’azoto liquido? 

Monitoraggio IoT, nuovi materiali isolanti, serbatoi modulari, ricariche automatizzate, sistemi green per recupero energia. 

Checklist operativa per la conservazione sicura dell’azoto liquido 

  • contenitori criogenici certificati e integri 
  • ambiente ventilato, lontano da fonti di calore 
  • DPI sempre indossati durante travasi 
  • valvole di sicurezza in perfetta efficienza 
  • pressione e temperatura monitorate h24 
  • documentazione aggiornata (SDS, istruzioni), allarmi O₂ funzionanti 
  • personale formato su emergenze e corretta manipolazione 

 

Per approfondimenti operativi e consulenze su misura, Tecnogas è a disposizione dei tecnici e delle aziende che puntano a una gestione sicura ed efficiente dei gas criogenici. 

 

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