Cos’è un riduttore di pressione e come funziona: guida completa

 

Quando si utilizza una bombola di gas, se non siete provvisti di una bombola con riduttore integrato, il primo elemento che si collega è sempre lo stesso: il riduttore di pressione.

È un componente piccolo ma fondamentale, responsabile della sicurezza, della stabilità del flusso e della corretta erogazione del gas nelle applicazioni industriali, artigianali o di laboratorio.

In questo articolo entriamo nel dettaglio per capire cos’è, come funziona e perché è indispensabile.

Perché serve un riduttore di pressione

Una bombola di gas contiene il prodotto a pressioni molto elevate, tipicamente:

  • 200 BAR per le bombole tradizionali,
  • 300 BAR per i cilindri di nuova generazione,
  • fino a 150 BAR per i gas disciolti (come l’acetilene).

Questi valori sono incompatibili con le esigenze di quasi tutte le applicazioni: saldatura, pressurizzazione, gonfiaggi, strumentazione e ricerca perdite richiedono pressioni di qualche bar, non centinaia.

Il riduttore serve quindi a:

  • abbassare la pressione dalla bombola a un livello utilizzabile,
  • stabilizzarla anche quando la bombola si svuota,
  • permettere una regolazione fine e continua da parte dell’utilizzatore.

Com’è fatto un riduttore di pressione

Pur esistendo decine di modelli, il principio costruttivo è sempre lo stesso.

Un riduttore di pressione comprende:

1. Corpo principale

È solitamente in ottone forgiato o acciaio, materiali in grado di sopportare alte pressioni senza deformarsi.

Il corpo contiene i passaggi interni del gas e le camere di regolazione.

2. Camera di riduzione

Qui avviene la magia.

Il gas entra ad alta pressione e incontra una membrana, una molla e una valvola interna che modulano il passaggio del gas verso l’uscita.

La membrana è uno degli elementi più importanti:

più è grande e sensibile, più la regolazione sarà stabile e precisa.

3. Le molle di compensazione

Servono a mantenere costante la pressione di uscita anche quando:

  • la bombola si sta svuotando,
  • l’utilizzatore modifica leggermente la portata,
  • la temperatura varia.

4. I due manometri

Quasi tutti i riduttori sono dotati di:

  • manometro alta pressione → indica la pressione interna della bombola, utile per capire quanta autonomia resta;
  • manometro bassa pressione/portata → mostra la pressione impostata dal regolatore o, nei modelli per saldatura, la portata in L/min.

5. La valvola di sicurezza

Evita sovrapressioni accidentali.

È un requisito fondamentale per la conformità alla normativa e per proteggere l’utilizzatore.

 

Come funziona il riduttore: il principio in parole semplici

Il funzionamento si basa su un equilibrio tra forze meccaniche (la molla) e pressione del gas.

Aprendo la valvola della bombola, il gas entra nel riduttore a pressione elevata.

La valvola interna lascia passare solo una quantità controllata di gas.

La membrana, spinta dalla molla, regola continuamente questo passaggio.

L’utente, ruotando la manopola, comprime o rilascia la molla modificando la pressione di uscita.

Anche se la pressione della bombola scende (es. da 180 bar a 40 bar), il riduttore mantiene stabile l’uscita scelta.

È un sistema semplice ma geniale, progettato per garantire stabilità, sicurezza e continuità.

 

Pressione e portata: perché è importante non confonderle

Uno degli errori più frequenti è considerare pressione e portata come la stessa cosa: non lo sono.

Pressione (BAR):

La “forza” con cui il gas spinge all’interno del circuito.

Portata (L/min o m³/h):

La quantità di gas che effettivamente esce.

Il riduttore controlla entrambi, ma con logiche diverse:

  • la pressione si regola dalla manopola,
  • la portata dipende dalla dimensione dei passaggi interni e dallo strumento collegato.

 

Non è possibile determinare la pressione ideale conoscendo solo la portata.

Sono due dati distinti e necessari.

Tipologie di riduttori: single stage e dual stage

Riduttori single stage

I più comuni.

Abbassano la pressione in un’unica fase:

  • economici,
  • robusti,
  • perfetti per saldatura, impianti frigoriferi, officine e applicazioni standard.

Riduttori dual stage

Abbassano la pressione in due fasi successive.

Vantaggi:

  • stabilità eccezionale,
  • regolazione ultra-precisa,
  • nessuna variazione anche con bombola quasi vuota.

Sono ideali per:

  • laboratorio,
  • gas puri,
  • analisi,
  • applicazioni sensibili (es. gascromatografia).

 

Manutenzione minima ma indispensabile

Un riduttore di qualità dura anni, ma richiede alcune attenzioni:

  • non lubrificare mai con oli o grassi non specifici (soprattutto ossigeno!),
  • controllare guarnizioni e O-ring,
  • verificare che la membrana non presenti indurimenti o micro-crepe,
  • sostituire il riduttore se danneggiato o contaminato.

 

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Il riduttore di pressione è il cuore dell’impianto di erogazione di una bombola.

Sicuro, preciso e progettato per trasformare pressioni elevatissime in valori utili e controllabili, garantisce un flusso costante e una gestione corretta del gas.

Capire come è fatto e come funziona è il primo passo per scegliere il modello più adatto alla propria applicazione e lavorare in totale sicurezza.
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