Funghi riscaldanti da esterno: perché scegliere il GPL per il tuo locale
Quando le temperature scendono, i funghi riscaldanti da esterno a GPL aiutano bar e ristoranti a continuare ad accogliere i clienti nei dehors. Per un’attività che deve riscaldare tavoli lontani dalle prese o cambiare spesso la disposizione degli spazi, possono essere una scelta più pratica rispetto ai riscaldatori elettrici.
Il loro vantaggio principale è l’autonomia dalla rete elettrica: il combustibile è contenuto nella bombola e il riscaldamento non aggiunge carico al contatore del locale. La scelta va accompagnata da una corretta gestione delle bombole e dal rispetto delle condizioni di installazione.
Come funziona un fungo riscaldante a gas
Il fungo a GPL utilizza il gas della bombola per alimentare un bruciatore. Nei modelli a infrarossi, il calore viene trasmesso per irraggiamento alle persone e alle superfici circostanti. Il riflettore superiore contribuisce a indirizzarlo verso la zona occupata dai clienti.
Potenza, regolazioni e area servita dipendono dal modello. Prima dell’acquisto, valuta la disposizione dei tavoli e le condizioni effettive del dehors, compresa l’esposizione al vento.
Per alimentare gli apparecchi compatibili, Tecnogas fornisce GPL in bombole in diversi formati.
Perché un fungo a GPL può essere preferibile all’elettrico
Riscaldi il dehors senza aumentare il carico elettrico
In un bar o in un ristorante, macchina del caffè, lavastoviglie, frigoriferi e attrezzature da cucina impegnano già una parte della potenza disponibile. Aggiungere riscaldatori elettrici può richiedere una verifica dell’impianto e, quando necessario, un aumento della potenza contrattuale.
Un comune fungo a GPL autonomo non pesa sul contatore: è un vantaggio concreto quando l’impianto elettrico è già molto utilizzato o il dehors non dispone di collegamenti adeguati.
Hai più libertà nella disposizione dei tavoli
L’assenza del cavo di alimentazione permette di organizzare i punti di riscaldamento senza dipendere dalla posizione delle prese e senza portare collegamenti elettrici lungo i passaggi del personale e dei clienti.
Nei modelli mobili, puoi riposizionare il fungo prima del servizio in funzione dell’allestimento. Lo spostamento deve sempre avvenire ad apparecchio spento e secondo le istruzioni del fabbricante, rispettando stabilità e distanze di sicurezza.
Adatti il riscaldamento all’utilizzo dello spazio
Se il locale utilizza solo una parte del dehors nelle serate meno affollate, puoi organizzare l’accensione degli apparecchi nelle zone occupate. Nei modelli con regolazione, puoi anche adeguare la potenza alle condizioni del momento.
La gestione per zone è possibile anche con soluzioni elettriche; il vantaggio specifico del GPL è poterla organizzare senza dipendere dalla distribuzione delle prese e dalla potenza elettrica disponibile.
Quando è davvero la scelta migliore?
Il fungo a GPL è particolarmente interessante quando il dehors è privo di prese adeguate, la disposizione dei tavoli cambia spesso oppure si vuole evitare di aggiungere carichi elettrici al locale.
L’elettrico può essere adatto a postazioni fisse già servite da un impianto dimensionato correttamente. La preferenza per il GPL nasce quindi dalle esigenze dell’attività: non è necessario promettere un risparmio percentuale universale per riconoscerne i vantaggi pratici.
Consumi e autonomia: come organizzare il rifornimento
Per programmare la fornitura servono tre informazioni: consumo orario dell’apparecchio, ore di accensione e numero di funghi utilizzati.
Il consumo è riportato nella documentazione tecnica, generalmente in g/h o kg/h. L’autonomia teorica si calcola dividendo i chilogrammi di GPL disponibili per il consumo orario.
Per esempio, una bombola da 15 kg, con un consumo costante ipotetico di 0,8 kg/h, corrisponde a circa 18,8 ore di funzionamento. Il dato serve a pianificare il rifornimento; l’autonomia effettiva dipende dalle regolazioni e dalle condizioni operative.
Per stimare la spesa del gas, moltiplica il consumo in kg/h per il prezzo del GPL in €/kg e per le ore di utilizzo. Considera separatamente gli eventuali costi accessori della fornitura.
La bombola deve essere compatibile con l’apparecchio: verifica formato, dimensioni, gas ammesso, attacco e regolatore nel manuale. Consulta i formati di GPL disponibili da Tecnogas prima di richiedere il preventivo.
Chi può installare e sostituire le bombole nei funghi?
Il collegamento della bombola deve essere affidato a personale con la formazione richiesta. Parlare genericamente di “certificazione ADR” non identifica il requisito corretto per questa operazione. Il certificato ADR del conducente riguarda il trasporto stradale di merci pericolose.
Per installazione e sostituzione delle bombole, le linee guida del Comune di Milano richiedono un attestato di formazione ai sensi dell’art. 11, comma 1, del D.Lgs. 128/2006. I corsi per rivenditori e installatori di bombole GPL sono disciplinati dal D.M. 15 gennaio 2007.
Le linee guida citate riguardano i funghi di potenza superiore a 4,2 kW installati su suolo pubblico in concessione comunale. Per altre ubicazioni vanno verificate anche le prescrizioni locali applicabili.
Quali responsabilità ha il titolare del locale?
Il titolare che opera come datore di lavoro deve organizzare l’impiego sicuro dei funghi e affidare le operazioni a persone adeguatamente formate. Il riferimento è al gestore dell’attività e ai ruoli di sicurezza effettivamente ricoperti, non alla sola proprietà dei muri del locale.
Se sceglie di gestire internamente il cambio bombola, può incaricare un dipendente in possesso della formazione richiesta. Secondo le linee guida milanesi, una copia dell’attestato deve essere conservata presso l’esercizio, anche quando è il titolare stesso a eseguire l’operazione. Devono inoltre essere pianificate le procedure di approvvigionamento, installazione, sostituzione e stoccaggio, verificando i titoli degli incaricati.
Dire a un dipendente “occupati tu della bombola” non trasferisce automaticamente le responsabilità del datore di lavoro. Un incarico operativo non equivale alla delega di funzioni disciplinata dall’art. 16 del D.Lgs. 81/2008, che richiede condizioni precise e mantiene un obbligo di vigilanza in capo al delegante. Restano anche gli obblighi propri di chi esegue materialmente l’intervento.
Riferimenti: D.Lgs. 81/2008, artt. 16, 18, 20 e 71 e punto 4 delle linee guida del Comune di Milano sopra collegate.
Dove utilizzare i funghi riscaldanti a GPL
I funghi da esterno devono essere utilizzati all’aperto o nelle aree ampiamente ventilate consentite dal fabbricante. Un capannone o una veranda chiusa non sono automaticamente idonei perché spaziosi.
La EN 14543:2017, relativa a questa categoria di apparecchi a GPL senza condotto di evacuazione, prevede l’impiego esclusivamente all’aperto o in aree ampiamente ventilate.
Rispetta le distanze da tende, ombrelloni e altri materiali combustibili, mantieni libere le aperture di ventilazione e segui le istruzioni del tuo modello. Anche la gestione delle bombole vuote e lo stoccaggio devono essere organizzati secondo le prescrizioni applicabili: non creare scorte improvvisate nel locale.
GPL per funghi riscaldanti: consegna in 48 ore con Tecnogas
Per un dehors operativo durante la stagione fredda, il rifornimento di gas deve seguire le esigenze del locale.
Tecnogas fornisce GPL in bombole con consegna in 48 ore in Lombardia, utilizzando una flotta di trasporti green. Il servizio è dedicato alla fornitura del GPL: non comprende la vendita o il noleggio dei funghi riscaldanti.
Per organizzare la fornitura, contatta Tecnogas indicando il numero di apparecchi, il formato di bombola compatibile, le ore di utilizzo previste e la località di consegna. Puoi anche consultare la pagina prodotto GPL e richiedere un preventivo per la tua attività.






