Lavori su frigoriferi commerciali o impianti a R290? Le domande pratiche sono quattro: posso usare il cannello, come verifico le perdite, dove tengo le bombole e quale gas devo ordinare?
Il punto di partenza è questo: l’R290 è un refrigerante altamente infiammabile, classificato A3, anche sotto i 150 grammi. Con cariche maggiori aumenta il gas potenzialmente rilasciato, ma le precauzioni non iniziano al grammo 151.
Posso caricare fino a 500 grammi di R290 in qualsiasi apparecchio?
No. Devi rispettare la carica prevista dal costruttore.
La EN IEC 60335-2-89:2022, con i relativi emendamenti, consente di superare i 150 g in determinate apparecchiature di refrigerazione commerciale, rispettando requisiti specifici. Il valore spesso riassunto come “circa 500 g” riguarda il singolo circuito e non vale per qualsiasi impianto. Non autorizza a modificare la carica di un apparecchio esistente.
Prima di installare una macchina, controlla:
- Targhetta: refrigerante e quantità di carica.
- Manuale: superficie minima del locale, ventilazione e condizioni di collocazione.
- Tipo di apparecchio: non trasferire automaticamente i limiti di un banco frigo a una pompa di calore o a un impianto con unità remota.
Se il locale non rispetta le condizioni del manuale, cambia modello o collocazione: non correggere il problema togliendo refrigerante.
Posso brasare un circuito che conteneva R290?
Sì, se il costruttore lo consente e dopo la messa in sicurezza prevista per quel circuito. Averlo svuotato o lasciato aperto non basta: l’olio può continuare a rilasciare propano.
Prima della fiamma, il tecnico deve:
- Mettere in sicurezza l’area: ventilazione, controllo delle fonti di accensione, isolamento elettrico e accesso limitato.
- Rimuovere la carica secondo il manuale, con attrezzatura e recipiente di recupero espressamente idonei a R290. Non usare un recuperatore solo perché funziona con gli HFC.
- Bonificare il circuito con azoto, eseguendo i cicli di spurgo ed evacuazione prescritti, comprese le sezioni che possono trattenere gas.
- Verificare strumentalmente le condizioni di sicurezza del circuito e dell’area, mantenendo il monitoraggio durante il lavoro. Non affidarsi all’odore o al solo manometro a zero.
Per aprire il circuito bonificato usa il metodo previsto dal costruttore, normalmente il tagliatubi: non scaldare un giunto per aprire un circuito che può contenere propano.
Devo cambiare cannello o modo di brasare?
Il cambiamento principale riguarda la preparazione del circuito e il controllo dell’area. Non esiste una lega d’apporto universale “per R290”: lega e tecnica dipendono dai metalli e dal giunto previsto dal costruttore.
Durante la brasatura mantieni il flussaggio di azoto secco, con uscita libera, per limitare l’ossidazione interna. Il flussaggio non sostituisce la bonifica precedente. Non trasformarlo in una pressurizzazione del tubo e non applicare una portata standard a qualsiasi circuito.
Prima del lavoro controlla cannello, tubi, riduttori e dispositivi contro il ritorno di gas e di fiamma secondo le istruzioni dell’attrezzatura.
Da Tecnogas trovi tutto il necessario per attrezzarti per la brasatura ossiacetilenica: ossigeno, acetilene e kit con bombole, cannello, riduttori e accessori. Puoi consultare la pagina dedicata alla saldatura ossiacetilenica e chiedere una configurazione adatta ai tuoi interventi.
Con quale gas faccio la prova di tenuta? E a quanti bar?
Usa azoto privo di ossigeno e idoneo all’impiego frigorifero, con riduttore e strumenti adeguati. Non usare ossigeno o aria compressa in un circuito che può contenere residui di refrigerante infiammabile. Consulta il catalogo Tecnogas per le tue forniture di azoto certificato.
Pressione e durata vanno prese dal manuale o dalla procedura di prova dell’impianto. Non esiste un valore in bar valido per tutti i circuiti a R290. La prova di resistenza e quella di tenuta hanno scopi diversi: non confondere le relative pressioni.
Nel rapporto di intervento annota gas utilizzato, pressione, durata, temperatura ed esito. Una variazione di temperatura può modificare la pressione: considera questo effetto prima di concludere che ci sia una perdita.
Il mio cercafughe per HFC rileva anche il propano?
Solo se il produttore dichiara espressamente la compatibilità con R290. Non basta che sia un cercafughe elettronico.
Scegli il controllo in base al gas presente nel circuito:
| Condizione | Controllo da utilizzare |
|---|---|
| Circuito pressurizzato con azoto puro | Prova prevista dal manuale e soluzione cercafughe compatibile sui giunti accessibili. Un sensore per propano non rileva l’azoto. |
| Circuito carico di R290 | Cercafughe idoneo al propano e sicuro per l’impiego previsto. |
| Area di lavoro | Rilevatore per il monitoraggio del gas infiammabile; non presumere che ogni cercafughe svolga anche questa funzione. |
Controlla anche i giunti non riparati. Le bolle aiutano a localizzare una fuga, ma non garantiscono da sole l’assenza di microperdite. Dopo la riparazione esegui i controlli finali prescritti dal costruttore.
Dove posso stoccare le bombole di R290?
In un’area dedicata, ventilata e protetta da calore e fonti di accensione, secondo la scheda di sicurezza del prodotto e la valutazione dei rischi aziendale. Il propano è più pesante dell’aria: evita ambienti interrati e punti in cui una perdita possa accumularsi, come fosse e scarichi.
Organizza il deposito così:
- Bombole nella posizione prescritta, assicurate contro la caduta, con valvole chiuse e protezioni previste.
- Separazione dai comburenti, compreso l’ossigeno usato per brasare.
- Piene, vuote e recipienti di recupero chiaramente identificati: una bombola vuota non è necessariamente priva di gas.
- Scorte proporzionate al lavoro, senza bombole lasciate vicino alla postazione di brasatura.
I 150 g del circuito non sono un limite per il deposito. In Italia, il DPR 151/2011, allegato I, attività 3, comprende i depositi di gas infiammabili disciolti o liquefatti in recipienti mobili per quantitativi complessivi pari o superiori a 75 kg. Va valutato il deposito nel suo insieme, anche in presenza di acetilene o altri gas interessati. Sotto questa soglia restano gli obblighi di sicurezza.
Il riferimento per il rischio di atmosfere esplosive sul lavoro è il D.Lgs. 81/2008, Titolo XI: la presenza di R290 richiede una valutazione, non una classificazione ATEX identica per ogni officina.
Posso usare propano combustibile al posto del refrigerante R290?
No: ordina propano di grado refrigerante. Il prodotto deve rispettare le specifiche di purezza e contaminazione richieste dall’apparecchio; la sola dicitura “propano” non dimostra che sia adatto al circuito frigorifero. [1, 5]
Quando chiedi una fornitura, indica:
- R290 per uso refrigerante e specifiche richieste dal costruttore.
- Formato e quantità necessari.
- Esigenza della scheda di sicurezza aggiornata e della documentazione sulle caratteristiche del gas.
- Compatibilità della valvola con l’attrezzatura di carica.
Tecnogas propone R290 nei formati da 5 e 17 kg. Dalla pagina prodotto R290 puoi scegliere il formato e richiedere un preventivo. Se preferisci, puoi contattarci per valutare la fornitura in base ai tuoi consumi e alle possibilità di stoccaggio.
Cosa controllo prima di partire per un intervento?
Prepara manuale della macchina, dati di carica, attrezzatura compatibile con R290, azoto adatto alle prove, strumenti per ricerca fughe e monitoraggio dell’area. Se è prevista una brasatura, verifica anche la dotazione ossigas e le condizioni per eseguire lavori a caldo.
La carica finale si misura con la bilancia e segue il valore prescritto per la macchina. Non aggiungere gas “finché raffredda”: su una carica di 400 g, un errore di 40 g equivale già al 10%.








